Caratteristiche cliniche

Il segno clinico principale e più precoce è il dolore; questo inizialmente è insidioso anche perché transitorio, successivamente diviene intenso, persistente, si esacerba durante il riposo notturno ed è poco sensibile ai comuni antidolorifici. Altro segno che può essere presente è la tumefazione che inizialmente può essere minima, ma che con la crescita della neoplasia è sempre più manifesta. La consistenza di tale tumefazione è frequentemente duro-ossea (forme osteogeniche), ma può essere, più raramente, tesa-elastica (nelle forme osteolitiche), comunque risulta fissa sui piani sottostanti. La cute sovrastante si presenta lucida e tesa, con dilatazione delle vene superficiali. Nelle forme osteolitiche l’esordio può essere quello di una frattura spontanea dell’osso interessato (frattura patologica).

Le sedi primitivamente e maggiormente interessate sono, nei soggetti giovani, le ossa lunghe: femore (44%), tibia (17%), omero (15%), soprattutto al livello metafisario; nei pazienti meno giovani queste regioni anatomiche sono colpite solo nel 14,5% dei casi, mentre la neoplasia si sviluppa più frequentemente a livello dello scheletro assile (27%), delle ossa cranio-facciali (13%) ed in sedi extrascheletriche (11%)

Le localizzazioni a distanza (mestastasi) che rappresentano la complicanza più temibile, sono spesso polmonari.