Durante la terapia

Al momento dell’inizio della chemioterapia, alla quale il paziente dovrà sottoporsi, il neuropsichiatra insieme ad una psicologa/o terapeuta familiare e relazionale segue i genitori una volta ogni due settimane rimanendo a disposizione “on demand” mentre il “compagno di sostegno” incontra il paziente tre volte a settimana per tre ore. Si intensifica la sua presenza nei momenti critici e rimane a disposizione 24 ore su 24 telefonicamente per il paziente. Gruppi balint* per i medici ed il personale possono formarsi su richiesta dell’èquipe, ma anche su richiesta del neuropsichiatra in caso notasse una particolare sofferenza del gruppo degli operatori.

Qualora fosse necessario l’intervento chirurgico, sia nelle fasi precedenti che successive, l’èquipe neuropsichiatrica rimane 24 ore su 24 a disposizione della famiglia, proponendo, senza imporre, un incontro prima dell’intervento ed uno subito dopo. Il “compagno di sostegno” rimane invece a disposizione del paziente con una presenza discreta, ma vicina. In questa fase quello che conta è essere disponibili ma non invasivi. Familiari e paziente devono sapere che il sostegno c’è, ma decidere se utilizzarlo o meno. Nella fase successiva all’intervento il neuropsichiatra è presente nel momento in cui il chirurgo spiega ai familiari l’esito dell’operazione. Il “compagno di sostegno” è presente al momento in cui l’esito dell’intervento è spiegato al paziente (in questo caso solo se il paziente vuole).

 

*I Gruppi Balint – così chiamati dal nome del loro ideatore, Michael Balint – sono un metodo di lavoro di gruppo destinato ai medici e alle altre professioni di cura e d’aiuto, che ha come scopi la formazione psicologica alla relazione con il paziente, la “manutenzione del ruolo curante” e la promozione del benessere lavorativo.