Durante la riabilitazione

In fase riabilitativa si riprende l’iter esistente nella fase pre-operatoria. Il “compagno di sostegno” gestisce anche la ripresa delle attività scolastiche e segue i contatti con la scuola di appartenenza. La fase della riabilitazione è la fase in cui più spesso è utile inserire una psicoterapia focale tesa alla riparazione della ferita narcisistica che amputazioni e difficoltà motorie possono provocare nel paziente. Ferite che possono inficiare la compliance riabilitativa.

In caso di esiti infausti al momento in cui ci sia un lutto, l’èquipe neuropsichiatrica, soprattutto nella persona del neuropsichiatra e dello psicologo/a, deve costruire un progetto almeno di durata biennale teso all’elaborazione del lutto e del sostenimento della resilienza. Si tratta di un progetto che va rivolto a tutti i familiari stretti (genitori, fratelli, nipoti, ma anche ai coniugi di fratelli e sorelle) che presuppone un intervento psicoterapeutico o familiare o individuale.

L’èquipe neuropsichiatrica nel lavoro quotidiano dell’associazione fornisce anche indirettamente un supporto alle famiglie e ai pazienti soprattutto per motivi logistici. Un tale intervento presuppone la raggiungibilità dei pazienti attraverso mezzi tecnici (tablet, smartphone, computer) che consentano una comunicazione chiara e anche affettivamente significativa. Tale intervento deve essere a disposizione 24 ore su 24 attraverso una turnazione del personale specializzato.

Per migliorare il progetto di intervento e per valutarne i risultati sulla qualità della vita del paziente e sul miglioramento della compliance, i pazienti con esito positivo, andranno seguiti nel tempo e rivalutati a due e cinque anni.

Un intervento di questo tipo della durata media di due anni su un paziente richiede mediamente un monte ore totale da parte dei vari professionisti di 1000 ore senza comprendere il servizio di assistenza 24 ore su 24.