Il supporto psicoterapeutico

L’èquipe neuropsichiatrica è costituita da: un neuropsichiatra infantile, due psicoterapeuti (neuropsichiatri infantili o psicologi), uno psicologo testista e un “compagno di sostegno”.

Il neuropsichiatra infantile è chiamato dall’associazione al momento del sospetto e condivide il processo diagnostico con l’intera èquipe medica che dovrà relazionarsi con il paziente partecipando, quindi, alla comunicazione della diagnosi al paziente e ai familiari e alla costruzione del processo terapeutico, inserendo i suoi interventi in un progetto tagliato su misura per quel determinato paziente e per quella determinata famiglia, attraverso la valutazione del concetto di resilienza.

Per resilienza si intende la capacità di riprendersi dalle crisi e di superare le difficoltà della vita. È un concetto che si basa sui punti di forza piuttosto che sulle debolezze e i deficit. Lo scopo dell’équipe neuropsichiatrica che lavora su questo tipo di patologie è, in primis, quello di valutare la resilienza familiare, quella individuale e anche quella del gruppo di professionisti che affronta il caso. Lavorare quindi, oltre che sul trauma, anche sui punti di forza posseduti dal nucleo familiare, dal paziente e dalla èquipe terapeutica.

Un approccio centrato sulla resilienza familiare si propone di identificare e rinforzare i processi interattivi determinanti che consentono alle famiglie di resistere e reagire all’avvento di contingenze critiche potenzialmente disgreganti, spostando la loro prospettiva di osservazione da una visione centrata esclusivamente sul danno a una visione che ne sottolinei gli aspetti di disagio, riconoscendo loro un potenziale positivo di evoluzione e di recupero.