Sviluppo e organizzazione

Creazione di Unità di Valutazione, per certificare la mancanza di autosufficienza, per avere una valutazione multidimensionale dei bisogni così da poter proporre interventi integrati più personalizzati e consoni.

MEDICO DI MEDICINA GENERALE
La figura professionale acquista un ruolo di raccordo circa la diagnosi e terapia. Gli specialisti direttamente coinvolti nell’intervento d’urgenza e di primo livello di assistenza, troverebbero un valido sostegno e una figura di delega nel mantenimento del protocollo terapeutico.
L’assistenza domiciliare per pazienti gravemente invalidi verrebbe così ridefinita all’interno di un programma di cura, nel preciso momento della presa in carico del paziente. L’inquadramento segue le linee del DPR 484/96 art.39.
Così si interviene secondo:

  • ADP: per pazienti non trasportabili in ambulatorio la programmazione delle visite con scadenza prestabilitala al fine di predisporre ed attivare interventi di profilassi, prevenzione e di riabilitazione
  • Pazienti ospiti di residenze protette e collettive
  • ADI

Una risposta chiarificatrice del rinnovato ruolo professionale del MMG dovrebbe far riferimento al Modello della “Continuing Care Service” così come proposto dalla British Columbia-Canada.

ASSISTENTI DOMICILIARI
Con funzioni di sorveglianza e di cura primaria.

INFERMIERI A DOMICILIO Superamento del ruolo di sorveglianza e ridefinizione della professionalità, secondo criteri più moderni e specialistici. Si fa riferimento al compito di “Tutoring” del caso clinico, e soprattutto di selezione dell’intervento ADI e di intermediazione col MMG, attraverso la corretta analisi della situazione clinica del paziente. L’infermiere professionale diventa “Case Manager”.

MEDICINA SPECIALISTICA Nell’ambito di una maggiore sinergia fra colleghi la richiesta di un intervento specialistico può giungere dal cliente al centro di servizi, ma con informazione al MMG di riferimento.

PSICOLOGI
Compito di gestione della domanda di sofferenza: formazione, educazione e interventi terapeutici.

Questo consente al medico di operare sollevato da carichi emotivi, che diventano condivisibili con la professionalità di tecnici del settore. Inoltre, l’analisi del “Sistema Paziente” consente di ottimizzare l’intervento evitando dispendi di risorse.

ASSISTENTI SOCIALI
Agevolano il filtro del disagio con la struttura istituzionale ed amministrativa.

STRUTTURA SANITARIA
Di base accreditata con servizi di coordinamento:

  • medici specialisti 24H;
  • accertamento diagnostico e analisi cliniche;
  • personale assistenza infermieristica;
  • riabilitazione;
  • protesizzazione;
  • sostegno psicologico;
  • servizi di caring;
  • supporto di intervento e soccorso;
  • sistema di comunicazione informatizzato;
  • medici di base con controllo informatico personalizzato.

Dunque, Bisogni di Pulizia, di Nutrimento, di Controllo, di Cura primaria: infermieristica, di Organizzazione sociale (pagamenti/versamenti, manutenzione), di Sorveglianza, di Trattamento (farmaci, riabilitazione, cure specifiche: mediche e psicologiche, ecc.), individuano figure professionali e tecniche specifiche.

È noto che sul territorio esistono istituzioni pubbliche e private, nell’ordine di:

  • Cooperative di servizi e sanitarie;
  • Associazioni di volontariato sociale e cattolico;
  • Centri analisi;
  • Polispecialistici;
  • Cliniche a breve e lungo degenza;
  • Centri di accoglienza, alberghi, istituti religiosi.

La loro realtà rimane tuttavia a se stante, senza coordinare l’intervento. Si mantiene così il processo di frammentazione del paziente e dispersione delle risorse.
Il sistema vuole riuscire a superare la disorganizzazione, per ottimizzare la condizione del fruitore d’assistenza.